25/03/2026/Comunicato stampa/

Referendum: dal centrodestra locale dichiarazioni che stupiscono

Ancarani: “Dal centrodestra locale dichiarazioni che stupiscono: invece di riflettere, alimentano divisioni”

«All’indomani dell’esito referendario colpiscono le dichiarazioni di autorevoli esponenti del centrodestra locale, che anziché soffermarsi sul significato del voto si affrettano a sostenere che nulla cambia e che la riforma resta necessaria» – afferma la consigliera regionale Valentina Ancarani. «L’onorevole Tassinari rivendica una mobilitazione straordinaria e parla di crescita del Sì come se il risultato uscito dalle urne non esistesse.

L’onorevole Morrone si spinge oltre, arrivando a conteggiare i comuni della provincia in cui il Sì avrebbe prevalso – peraltro con dati in controtendenza rispetto alle ultime politiche per lo stesso centrodestra – a pochi giorni dalle polemiche già sollevate sulla candidatura a Capitale della Cultura, che a suo dire sarebbe stata penalizzata da Cesena. Un atteggiamento reiteratamente divisivo, che non giova al territorio: avrebbe fatto meglio a concentrarsi sulla propria campagna referendaria, anziché riaprire fratture che cittadini e istituzioni avevano già superato» – commenta Ancarani.

«Dichiarazioni che riflettono un problema più ampio: le divisioni interne alla maggioranza di governo, sempre più evidenti, finiscono per ripercuotersi sui territori, indebolendo i servizi, mortificando le competenze, sottraendo risorse. Meglio fermarsi a riflettere che alimentare tensioni: i territori, come questo voto dimostra con chiarezza, sanno reagire».

«La risposta dell’Emilia-Romagna e della nostra provincia è inequivocabile – un No netto, un’affluenza straordinaria, un territorio compatto – e racconta qualcosa che va oltre il merito della riforma» – prosegue la consigliera. «È il segnale di una regione stanca di essere trattata con sufficienza: commissariata sul dimensionamento scolastico pur risultando più efficiente dei parametri ministeriali, privata dell’agenzia ItaliaMeteo, trasferita senza alcun confronto preventivo e con appena una settimana di preavviso ai lavoratori».

«In questa reazione c’è un elemento che dovrebbe interrogare tutti, al di là degli schieramenti: i giovani» – sottolinea Ancarani. «Ai seggi della nostra provincia li abbiamo visti numerosi, motivati, consapevoli, nonostante la scelta del governo di negare il voto fuori sede a studenti e lavoratori. Molti si sono organizzati autonomamente, affrontando viaggi e spese pur di esercitare il proprio diritto. Non per appartenenza, ma per convinzione.

Questa generazione crede nella pace e lo afferma con forza; sa di dover affrontare un mercato del lavoro trasformato dall’intelligenza artificiale e chiede risposte su precarietà, clima e accesso a una vita dignitosa. Non vuole promesse, ma ascolto» – conclude la consigliera. «Dare senso all’impegno politico significa costruire insieme a loro, non al loro posto. È la responsabilità che il 23 marzo ci consegna».

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